La speranza dei poveri

La speranza dei poveri, che è la speranza del mondo,
ci porta verso l’amore,
nonostante tutte le guerre
e le miserie che profanano la vita.

Padre Joseph Wresinski,
Lovanio, 22 novembre 1972

Care amiche, cari amici,

Il 17 ottobre scorso, abbiamo celebrato la Giornata Mondiale del Rifiuto della Miseria. Attorno alla Lapide in onore delle vittime della miseria, sul segrato della Basilica di San Giovanni in Laterano, abbiamo ascoltato  la voce di Samuel, un ragazzo del Congo, 12 anni, che parlava della guerra nell’Est del paese.  Abbiamo sentito il sui grido: «Mi chiamo Samuel e ho 12 anni. Qui da noi ci sono dei rumori spaventosi, persone che piangono e case distrutte. A me non piace la guerra. Voglio vivere tranquillo, correre, giocare, ridere e andare a scuola senza pericolo. Il mio sogno è un paese senza armi dove tutti si vogliono bene. Mi piace la pace.»

Dal Congo, siamo passati all’Ucraina, con la lettura della testimonianza di Ersilio, un attivista del Movimento da parecchi anni, che con sua moglie Olga, ucraina, si è trasferito in Ucraina, per aiutare le popolazioni civili vittime della guerra. Diceva: “La situazione drammatica della guerra che vive la popolazione Ucraina da anni è accompagnata dalla povertà che già era presente prima dell’inizio di guerra. Oggi il dramma povertà in Ucraina va di pari passo con la guerra in atto su tutto il territorio e che dilaga in ogni città, interessando persone di ogni  età; si vive il dramma delle file , file di persone in coda che attendono di avere del cibo , o accalcate nei centri di distribuzione di aiuti alimentari disseminati sul territorio”.

Abbiamo ascoltato anche la voce di Nour-al Adin, sulla sua vita nel campo di Tulkarem, in Palestina: “Da nove mesi il campo è stato sfollato con la forza a seguito di ripetute incursioni militari, con l’uso di veicoli e armi normalmente destinati ad affrontare eserciti regolari. ». Concludeva cosi: “Spero in Dio che la pace regni sulla nostra terra e che possiamo vivere in libertà e pace, come gli altri popoli della terra. …Questa è la nostra situazione e dobbiamo dar prova di pazienza fino al giorno in cui saremo liberi”.

La stessa speranza abita nei cuori degli abitanti dei quartieri periferici delle grandi città del nostro Paese, a Roma e altrove. Questa speranza non sarà una vana illusione se domani uomini e donne si uniranno a Samuel, Ersilio, Nour al-Adin e tutti gli altri per difendere al loro fianco la dignità di tutti gli esseri umani. Tutti hanno bisogno del vostro sostegno.

Buone feste di Natale e felice anno nuovo 2026!

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