Pubblicazioni
Una sola miseria è sufficiente a condannare una società
«Una sola miseria è sufficiente a condannare una società. Basta che
un singolo uomo sia tenuto o consapevolmente lasciato nel bisogno perché
l’intero contratto civile debba considerarsi nullo e invalido. Fino a quando
resta fuori un uomo, la porta che è chiusa sulla sua faccia racchiude una città
di ingiustizia e di odio».
Charles Péguy, “Su Jean Coste”, Cahiers de la Quinzaine, 1902.
“Profezia della povertà”
Con queste pagine, Raniero La Valle presenta le riflessioni di David Maria Turoldo sul mistero della povertà, raccolte in un piccolo volume e pubblicate nel 1998 da Servitium Editrice, “Profezia della povertà: unica via per la chiesa, unica speranza per il mondo”
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Amare i poveri / La parola ai poveri
Due brani di Don Primo Mazzolari
La nostra grande colpa come cristiani non è che dopo duemila anni ci siano ancora dei poveri, ma che sia umiliante e vergognoso fare il povero in terra cristiana, e che qualche forma della nostra carità ne abbia ribadito la vergogna. Metterli davanti, ai primi posti, una volta tanto: potrebbe anche essere una messa in scena.
Scaricare i testi in formato PDF: Amare i Poveri Don Mazzolari
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La miseria si può distruggere!…
Discorso di Victor Hugo all’Assemblea nazionale, Parigi, 9 Luglio 1849.
“Io non sono di coloro, o signori, i quali credono che in questo mondo si possa facilmentesopprimere il dolore. Il dolore è una legge divina; ma sono però di quelli che pensano e
che affermano si possa benissimo distruggere la miseria!… (Proteste. — Violenti denegazioni a destra. E Victor Hugo, più forte:) Rimarcatelo bene, o signori, io non dico diminuire, attenuare, limitare, circoscrivere, ecc. io grido alto che la miseria si può distruggere!… “(Tumulto a destra).…
30 novembre 2011: Il film “Joseph, il ribelle” proiettato a Roma!
Siamo lieti di communicarvi il volantino relativo alla proiezione del film francese “Joseph, l’insoumis” – Joseph …
La traversata della notte
A distanza di più di cinquant’anni, Geneviève De Gaulle Anthonioz scrive il racconto dei mesi passati nella prigione del campo di lavoro di Ravensbrück, durante la Seconda guerra mondiale. Questa «traversata della notte» è forse all’origine delle scelte della sua vita futura: una particolare attenzione rivolta a coloro che sono vittime dell’esclusione, poveri, emarginati. Un libro che è testimonianza interiore, espressione di profondi sentimenti, emozioni e desideri maturati in una donna che, pur sperimentando su di sé il male dell’«uomo», ha avuto la forza e il coraggio di …



