Elezioni 2013: I più poveri al centro della politica ?

Elezioni 2013

I più poveri al centro della politica

Il Movimento ATD Quarto Mondo Italia[1] constata con amarezza l’assenza quasi totale nel dibattito politico attuale del tema della povertà e della precarietà economica e sociale. Davvero poco o nulla su questo  argomento  appare nei programmi elettorali dei partiti e delle coalizioni. Questo stupisce poiché negli ultimi anni le grida di allarme lanciate dall’Istat, dalla Caritas, da diverse Fondazioni e Istituti di ricerca, non sono mancate. La povertà estrema, la miseria,  non solo non è mai sparita ma  si è ulteriormente sviluppata. L’impoverimento di nuove categorie di persone e famiglie ne ha allargato la dimensione. I dati disponibili lo confermano.  Di fronte a tale situazione, il tempo stringe: non possiamo permetterci un tale “spread sociale”, che sta distruggendo la democrazia stessa.

Per affrontare la sfida di costruire una “società senza miseria”, dove la dignità e i diritti di tutti devono essere rispettati, disponiamo di una guida sicura nella definizione della grande povertà e della precarietà economica e sociale, proposta nel febbraio  del 1987, da Padre Joseph Wresinski[2], nel suo rapporto al Consiglio Economico e Sociale francese:  “La precarietà è la mancanza di una o più sicurezze, principalmente quella del lavoro, che permettono alle persone e alle famiglie di assumere i loro obblighi professionali, familiari e sociali e di usufruire dei loro diritti fondamentali. L’insicurezza che ne deriva può essere più o meno grande ed avere conseguenze più o meno gravi e definitive. Essa porta alla grande povertà, quando colpisce diversi settori dell’esistenza, quando diventa persistente o quando compromette le possibilità di riassumere le proprie responsabilità e di riconquistare da sé i propri diritti in un avvenire prevedibile[3]”.

Tale definizione è stata ripresa dalle Nazioni Unite, in particolare dal Consiglio dei Diritti Umani, il quale ha adottato nel settembre 2012, i “Principi guida su Estrema povertà e diritti umani[4]”, che definiscono gli elementi di una politica coerente e globale di una lotta contro la miseria fondata sul rispetto di “tutti i diritti di tutti”.

Alla vigilia del voto e di una nuova legislatura, il Movimento ATD Quarto Mondo Italia si rivolge a tutti i partiti e coalizioni, auspicando un vero e serio cambiamento  per portare la lotta contro la povertà al centro della politica.

1° Di fronte a una povertà di natura multidimensionale che coinvolge tutte le dimensione della vita (dal reddito al lavoro, dalla salute alla cultura, dall’istruzione alla cittadinanza, ecc.), il paese ha bisogno di una politica di lotta globale e coerente contro la povertà. La si può realizzare solo attraverso la creazione  di un Dipartimento ministeriale, presso la Presidenza del Consiglio,  con poteri di coordinamento di tutte le politiche del governo.

2° La povertà essendo considerata una violazione dei diritti umani, la politica del nuovo governo dovrà ispirarsi ai “Principi guida su estrema povertà e diritti umani”, addottati dal Consiglio dei Diritti Umani e dall’Assemblea Generale dell’ONU. A tale fine, le competenze dell’UNAR[5] dovranno essere allargate alla povertà considerata  una vera e propria discriminazione.  Consideriamo inoltre necessaria la creazione di una Istituzione nazionale indipendente per i Diritti Umani, come richiesto dall’ONU[6],  che abbia competenza anche sulla povertà.

3° La mobilitazione dell’opinione pubblica, della società civile, di tutti i cittadini per sradicare la miseria e arginare l’impoverimento, è un fattore determinante del successo dell’azione del governo, delle regioni e dei comuni.  Come richiesto dalle Nazioni Unite,  il 17 ottobre di ogni anno, il governo e gli enti locali si devono impegnare nella celebrazione della “Giornata Mondiale del Rifiuto della Miseria”[7], creando spazi e luoghi per mettersi  tutti all’ascolto dei più poveri che sono  i primi protagonisti  della lotta alla povertà.

4° Dal momento che  la lotta alla povertà richiede una politica globale e multidimensionale, con interventi mirati in tutte le direzioni, la creazione immediata di un vero reddito di base deve essere considerata una priorità assoluta,  come richiesto dal Consiglio Europeo nella sua Raccomandazione 92/441/CEE del 24 giugno 1992, tuttora non attuata in Italia.

5° Considerando l’aspetto multidimensionale della povertà e la necessità di valutare l’impatto di tutte le politiche sui più poveri, chiediamo ai deputati e ai senatori la creazione di un Inter-Gruppo  Parlamentare su “povertà e diritti umani”, come già esiste, dal ’79, nel Parlamento europeo.


[1] Sezione itaiana del Movimento Internazionale ATD Quarto Mondo, creato in Francia nel ’57 da padre Joseph Wresinski. Per saperne di più: www.atd-quartomondo.it

[2] Fondatore del Movimento ATD Quarto Mondo, nato il 12 febbraio 1917 e deceduto il 14 febbraio 1988. Per saperne di più: www.joseph-wresinski.org

[3] “Grande povertà e precarietà economica e sociale” presentato, al Consiglio economico e sociale francese, (10/11 febbraio 1987)

[4] A/HRC/21/39, 18 Luglio 2012. Traduzione italiana disponibile su: http://www.atd-quartomondo.it/?p=1615

[5] UNAR – Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali. Per saperne di più: http://www.unar.it/

[7] Risoluzione A/RES/47/196 dell’Assemblea generale dell’ONU. Per saperne di più: www.maipiumiseria.org

 

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